Percorso

DISTANZA E DISLIVELLO: 45 Km – 1.750 metri di dislivello

Preparazione atletica richiesta: star-yesstar-yesstar-yesstar-yesstar-no
Difficoltà delle salite: star-yesstar-yesstar-yesstar-yesstar-no
Difficoltà delle discese: star-yesstar-yesstar-yesstar-nostar-no
Panorama:  star-yesstar-yesstar-yesstar-yesstar-yes
Fondo: strade bianche, mulattiere, qualche tratto su pietra, single track, sotto bosco, erba, asfalto (4 km totali)

SCARICA LA TRACCIA GPS (percorso aggiornato al 25/06/2018)

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il nuovo percorso della Valle Camonica BIKEnjoy, si presenta decisamente migliorato. Una nuova discesa sicuramente più rilassante che permette di evitare la discesa sconnessa dal Monte Mignone ed un passaggio dalla Chiesetta di Santa Cristina, sono i fattori nuovi di questo tracciato.

Si parte dalla piazza centrale di Borno per un primo tratto in asfalto, superate le ultime case di Borno, si affronta la vecchia mulattiera che porta a Ossimo Superiore; da lì percorso entra nel vivo. Infatti è proprio dal centro di questo piccolo paese che inizia la salita più dura e forse più lunga dell’intero percorso della Valle Camonica BIKEnjoy.

Dall’asfalto del paese si passa alle mulattiere che salgono sui monti di Ossimo interamente affacciati alla Valle Camonica. Si sale per 2/3 km su strada abbastanza agevole, poi si entra nel bosco con un ampio single track e pendenze a tratti molto impegnative. C’è da sudare non poco, prima di raggiungere un tratto completamente piano di 2 di km. Questo è il primo punto ideale per integrarsi, posizionato giusto un paio di km prima di affrontare la famosa “cementata del pianto”.

Usciti dal bosco, la visuale si apre non appena si arriva al Lago artificiale di Lova; un vero spettacolo, le alte vette del Pizzo Camino e i verdi boschi di conifere si specchiano nel piccolo, ma molto grazioso lago. Giusto il tempo di rifiatare un attimo, per poi affrontare gli ultimi durissimi 1.550 mt prima del GPM a Mignone; la pendenza aumenta e nel tratto cementato di 150 mt capita anche di fare “due passi a piedi” a fronte di un 30% di pendenza; mancano 1.000 mt e c’è da stringere i denti per arrivare ai 1.550 del Colle Mignone, punto più alto dell’intero tracciato, dove è posto il primo ristoro.

Arrivati in cima il colpo d’occhio è notevole, la maestosità della Concarena è veramente una meraviglia naturale, per molti inaspettata. Ora la parte più dura è fatta (ma la fine è ancora lontana) ed il percorso, anziché proseguire diritto, sulla discesa molto sconnessa utilizzata in tutte le edizioni di questa gara, si sposta a destra in direzione malga Plagne, facendo in discesa, la salita inserita nel percorso Marathon della X-Bionic Cup. Sicuramente una discesa più “morbida” per nulla pericolosa che permette di spingere, o di rilassarsi a guardare un panarono unico.

La discesa termina sulla strada Ossimo – Lozio, in questo punto è previsto un primo cancello in quanto da qui è possibile fare rientro a Borno. Ora gli atleti dovranno affrontare un tratto di asfalto pianeggiante, di 2 km circa per arrivare nel centro di Villa di Lozio, un’opportunità per recuperare fiato ed energia per lla seconda parte di percorso. Siamo a metà di fatica, ma non a metà di distanza.

Dal centro di Lozio si prosegue sulla bellissima Strada della Sella, un “bel mangia e bevi”, facile da percorrere anche in velocità. Un tratto di circa 3/4 km nel sottobosco, sempre in ombra, molto divertente per raggiungere la frazione di Sommaprada.

La fatica inizia a farsi sentire, ed ora è ancora il momento della salita di 3 km che porta sui Monti di Cerveno, tutta pedalabile, non troppo ripida se non per gli ultimi 100 metri che sono davvero tosti.

Arrivare su questo secondo GPM è sempre una soddisfazione, qui sarà presente il secondo ristoro ufficiale prima di iniziare una bella discesa tecnica nel bosco; proprio quello che serve per far divertire tutti

La discesa prosegue veloce (attenzione ad avere dei copertoni buoni, il pericolo foratura è dietro l’angolo), una volta passati dalla vecchia Cava dismessa, si fa rientro nel paese di Laveno, da cui si affrontano, sempre in facile discesa, una serie di vecchie mulattiere che attraversano la strada asfaltata principale, si continua a scendere fino ad attraversare il fiume di fondo valle denominato Lanico.

Siamo nel punto più basso, 750 mt slm, questo significa che per tornare a Borno quota 950 mt slm c’è da salire; infatti mancano ancora 8/9 km e sono tutti in salita, quasi sempre leggera, pedalabile, ed anche molto panoramica, si arriva a Pat, una località del Comune di Ossimo, qui si prosegue sulla sinistra, attraversando il parco rupestre Anvoia, breve discese, breve salitella per poi attraversare il centro abitato di Ossimo superiore, da qui si imbocca la vecchia strada che porta a Borno; ancora un piccolo sforzo per arrivare felici, in piazza a Borno.

Il percorso presentato è ancora in fase di definizione. Ci riserviamo la possibilità di effettuare piccole variazioni in virtù di: condizioni meteo particolarmente critiche, praticabilità di sentieri, cause di forza maggiore quali permessi, autorizzazioni o calamità naturali. Eventuali variazioni saranno comunicate in tempi rapidi attraverso il nostro sito web.

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